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Poetry and Pottery. Un'inedita avventura fra ceramica e poesia visiva / I marinai baciano e se ne vanno. Un mito maschile nella photographie anonyme
Dettagli
Inizio: 26/01/2018
Fine: 15/04/2018
Ora inizio: 18:00
Ora fine: 18:00
Categorie: Mostra
Luogo
Nome: CAMeC Centro Arte Moderna e Contemporanea
Telefono: +39 0187 734593
Link: Sito web
Indirizzo: Piazza Cesare Battisti, 1 La Spezia, 19121 Italia

Poetry and Pottery

Un’inedita avventura fra ceramica e poesia visiva
a cura di
Giosuè Allegrini e Marzia Ratti
Il CAMeC Centro presenta la prima mostra italiana di poesia visiva su ceramica con opere dei maggiori autori del settore.
Si tratta di un progetto espositivo di ricerca che riunisce questa particolare tipologia di lavori, certamente la più rara nell’ambito della poesia visiva, contando poche centinaia di esemplari al mondo. Un progetto senza precedenti, rappresentativo della produzione artistica su supporto ceramico di circa trenta poeti verbovisuali, nato e sviluppato con il generoso supporto di Isaia Mabellini, in arte SARENCO, e con il fondamentale contributo dei collezionisti Paolo Scatizzi, Paolo Berardelli, Luigi Bonotto, Giuseppe Verzelletti e di alcuni rilevanti artisti di poesia visiva, uno su tutti Lamberto Pignotti, nonché con il sostegno del maestro ceramista Michelangelo Marchi.
Sulla base dei ricordi di SARENCO, di Michelangelo Marchi e degli altri poeti visivi ancora viventi, la mostra riprende e completa la storia della Visual Poetry su supporto ceramico, limitatamente alle opere realizzate prima dell’anno 2000. Sono comunque inserite nel catalogo scientifico che accompagna l’esposizione anche la serie “Azulejus” realizzata da SARENCO nel 2004 e alcune opere prodotte in tempi più recenti da Pignotti e da artisti affini alla Poesia Visiva.
Molti gli artisti e i gruppi artistici rappresentati: da Sarenco a Giovanni Fontana, dal Gruppo Genovese di Tola e Vitone, al Gruppo 70 di Pignotti, Miccini e Marcucci, dal gruppo Milanese del Mercato del Sale di Ugo Carrega a Roberto Malquori, per giungere ad artisti Fluxus quali Giuseppe Chiari, Vittorio Gelmetti e Gianni Emilio Simonetti, a Mail-artisti come Ruggero Maggi, o ad artisti di grande fascino concettuale quali Aldo Mondino, Maria Lai e lo stesso Michelangelo Marchi.
Nutrita è anche la presenza dei poeti visivi internazionali da Alain Arias Misson a Julien Blaine, da Jean Francois Bory a Pierre e Ilse Garnier, da Ladislav Novak a Klaus Groh, da Joan Brossa a Bartolomé Ferrando, da Carlos Pazos a Fernando Millan, da John Furnival a Emmet Williams.
I marinai baciano e se ne vanno
Un mito maschile nella photographie anonime
Ideazione e progetto
Alidem, Milano
Nessuno più dei marinai è stato fotografato e si è fotografato esaltando, con il vento favorevole della giovinezza, il mito dell’avventura, della libertà e del coraggio più seducente.
La mostra interpreta con originalità l’ultima tendenza della fotografia internazionale, il meraviglioso universo della fotografia anonima. Una selezione di oltre 250 immagini, dalla fine dell’Ottocento alla metà del Novecento, provenienti dall’Europa all’America, dall’Indocina al Giappone, con cui i marinai-fotografi, armati delle prime snapshot cameras prodotte da Kodak e Agfa, hanno documentato con freschezza e sincerità ogni momento della loro vita.
È una delle primissime mostre di questo genere in Italia. E non a caso è stato scelto il CAMeC della Spezia. Il tema ben si attaglia infatti alla storia della città, sede dell’Arsenale Marittimo e della Base Navale della Marina Militare Italiana che negli anni, soprattutto fino all’abolizione della leva militare obbligatoria (avvenuta nel 2004), ha visto la presenza cospicua e caratteristica dei marinai italiani e di tante flotte internazionali.
Ecco allora che nella sale del Centro di Arte Moderna e Contemporanea della Spezia viene proposto uno straordinario romanzo fotografico, appassionato, avventuroso e meravigliosamente sensuale, firmato dagli stessi marinai. Un’esposizione interamente dedicata agli uomini del mare che prende ispirazione da uno scatto iconico: il bacio sorpreso da Alfred Eisenstaedt a Times Square nel 1945.
Un mito, quello del marinaio, che seduce e fa innamorare ancora oggi, sapendo, certo, come scriveva Pablo Neruda, che “i marinai baciano e se ne vanno”. Un capolavoro di naturalezza, innocenza e intimità che nessun maestro dell’obiettivo ha mai potuto vantare e che, oggi, rivive nelle decine e decine di scatti composti nella mostra.