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Al CAMeC inaugura Da Vedova a Vedova. L'opera grafica di Emilio Vedova della collezione Albicocco
Dettagli
Inizio: 07/12/2018
Fine: 02/06/2019
Ora inizio: 18:00
Ora fine: 18:00
Categorie: Mostra
Organizzatore
Nome: CAMeC centro arte moderna e contemporanea
Telefono: 0187 734593
Link: Sito web
Luogo
Nome: CAMeC Centro Arte Moderna e Contemporanea
Telefono: +39 0187 734593
Link: Sito web
Indirizzo: Piazza Cesare Battisti, 1 La Spezia, 19121 Italia

Il CAMeC centro arte moderna e contemporanea inaugura il 7 dicembre alle 18.00 un omaggio a Emilio Vedova – grande maestro dell’Informale italiano – nell’approssimarsi del centenario della sua nascita. Sono esposte più di settanta opere grafiche provenienti dalla collezione Albicocco, storica stamperia d’arte udinese con la quale Vedova intrattenne frequenti e operose collaborazioni a partire dal 1979 fino al 2006, anno della sua scomparsa.
La vasta e significativa opera grafica di Emilio Vedova, avviata sin dagli anni Cinquanta, è componente espressiva fondamentale dell’artista. È costituita soprattutto da acqueforti e acquetinte, che sostengono con grande intensità l’esplosione dei suoi segni neri. La collaborazione con Corrado Albicocco risale al 1979 all’interno della stamperia AS di Albicocco e Santini in Viale Volontari della Libertà a Udine. Procede negli anni Ottanta negli spazi di Via Gemona 100 e si precisa nella Stamperia d’arte Albicocco in Via Ermes di Colloredo, dove Vedova realizza diversi brani incisori e partecipa a preziosi libri d’artista come Frammenti, con cinque acqueforti e acquetinte e Gli angeli di Vedova, con testo di Massimo Cacciari editi per le dizioni del Tavolo Rosso. Il proficuo sodalizio culmina nel 2002 quando la stamperia udinese dedica un’esposizione monografica al lavoro incisorio dell’artista. Corrado Albicocco conserva limpidi ricordi di quel lungo e intenso periodo: Emilio aveva sparso per lo studio tutte le prove di stampa, mi spiegava con entusiasmo che non gli avevo mai visto che quello che avevamo realizzato assieme era tutto ciò che aveva desiderato, neri profondi e vellutati, bianchi non gessosi e grigi incredibili; erano nati gli “OLTRE”, per me il ciclo più importante e potente di tutta la sua produzione. E mi disse con un candore quasi disarmante “magari riuscissi a fare in pittura quello che siamo riusciti a fare in incisione”
Arricchiscono l’esposizione alcune opere appartenenti sia alla collezione Cozzani che alla collezione Premio del Golfo del CAMeC che testimoniano il legame che l’autore tenne con la città della Spezia, culminato proprio nel 1954 anno in cui l’opera Le vie del mondo (tempera su tela, 210×90 cm, 1953) vinse il premio-acquisto per l’ammontare complessivo di 200.000 lire messe a disposizione dal Ministero della Pubblica Istruzione. Anche la grafica Immagine del nostro tempo (1962), della stessa raccolta, partecipò all’edizione  del 1963. Essa è strettamente legata alla nascita del museo d’arte contemporanea, come risulta da una scritta autografa posta sul compensato che chiude il cartoncino dalla quale si evince che essa era stata destinata dall’artista all’ancora da venire “galleria della Spezia”.

Sembra lontano il 1954, quando Emilio Vedova vinse il Premio del Golfo con l’opera “Vie del Golfo”– dichiara il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini –ma oggi grazie a questa mostra dedicata al grande maestro dell’Informale italiano, la Città ricorda la sua importante storia nel mondo della cultura e dell’arte pittorica sulla scena nazionale. Nella prima metà del Novecento, il Premio del Golfo godeva di grandissimo prestigio: nell’ottica, allora, di una rinascita del Premio nella nostra Città, con la mostra di Vedova guardiamo a un rinnovato impegno nei confronti dei valori dell’arte contemporanea e dei suoi sperimentatori.

La mostra è stata fortemente voluta dall’Assessore alla Cultura, Paolo Asti, che sottolinea: Ci tenevo moltissimo che il progetto avviato con la stamperia Albicocco cominciasse fin dal quest’anno perché, se il 2019 sarà l’anno che il mondo dell’arte dedicherà alla celebrazione dei cento anni della nascita dell’artista veneziano, nel 2018 ricorre il cinquantenario di uno degli episodi più clamorosi della contestazione politica nell’ambito artistico, che vide Vedova tra i protagonisti della protesta alla Biennale di Venezia

Catalogo Silvana editoriale, testi di studio di: Roberto Budassi, Marzia Ratti, Eleonora Acerbi e una testimonianza inedita di Corrado Albicocco.

EMILIO VEDOVA Venezia, 9 agosto 1919 – Venezia, 25 ottobre 2006 Autodidatta, si oppone al neorealismo passando attraverso diverse esperienze figurative, tra cui l’Espressionismo del gruppo Corrente, a cui aderisce nel 1942. Nel 1944-’45 partecipa alla resistenza. Nel dopoguerra è fra i protagonisti della Nuova Secessione poi divenuta Fronte Nuovo delle Arti. Con questo gruppo partecipa, nel 1948, alla Biennale di Venezia. Nel 1950 entra a far parte del Gruppo degli Otto di Lionello Venturi. Negli anni Cinquanta approda all’Informale. Inizia l’attività grafica nel 1958. Espone a Roma, a Kassel e ad Amsterdam, New York, Washington. Negli anni Cinquanta, inoltre, realizza i primi “Plurimi”; nel 1962-’63: opere – sculture – architetture che si articolano nell’ambiente espositivo. Dal 1965 al ’67 lavora al grande Spazio – plurimo – luce, all’EXPO di Montrèal. Negli anni 1965 – ’66 e Ottanta tiene conferenze in molte Accademie di belle arti e istituzioni culturali negli Stati Uniti e in Messico. Insegna alla Sommerakademie di Salisburgo nel periodo 1965 – 1969. Dal 1975 al 1986 è docente all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Dall’intenso rapporto di amicizia con il musicista Luigi Nono nascono opere come “Intolleranza ’60”, per la quale ha realizzato scenografie e costumi, e “Prometeo” (1984) che si è avvalsa dei suoi “interventi – luce” inseriti nella struttura lignea progettata da Renzo Piano. Con la sua presenza ha segnato la Biennale (Gran premio per la pittura nel 1960 e alla carriera nel 1997) e la rassegna di Kassel “(D) Documenta”, alla quale ha preso parte quattro volte. La sua opera grafica, condotta con intensità dal 1958, è estremamente vasta e si compone soprattutto di incisioni, perlopiù stampate dalla stampatore Corrado Albicocco, dove si esprime con grande intensità l’esplosione dei suoi segni in nero. Emilio Vedova è morto a Venezia nel 2006 all’età di 87 anni, a poco più di un mese dalla scomparsa della moglie Annabianca.

 

STAMPERIA D’ARTE ALBICOCCO

La Stamperia d’arte Albicocco/Santini nasce nel 1974 a Udine ad opera di Corrado Albicocco e Federico Santini. Specializzata nella stampa d’arte calcografica, la stamperia A/S ha lavorato per numerosi artisti di fama internazionale, tra i quali Giuseppe Zigaina, Giuseppe Santomaso, Emilio Vedova, Jiri Kolar e Piero Dorazio.

Nel 1994 Corrado Albicocco lascia la A/S per aprire la Stamperia d’arte Albicocco, sempre ad Udine. In quegli anni nasce il sodalizio tra Albicocco e numerosi artisti di successiva generazione che apporteranno al mondo della grafica nuova linfa e vitalità. Si affacciano nella stamperia udinese autori delle officine milanesi e romane, oltre a una generazione di diversa provenienza, scuola e poetica: Albicocco collabora con autori come Giovanni Frangi, Marco Petrus, Luca Pignatelli, Velasco, Piero Pizzi Cannella, Marco Tirelli, Bruno Ceccobelli, Nunzio, Stefano Di Stasio, Klaus Karl Mehrkens, Matteo Massagrande.

Lavora inoltre con Carla Accardi, KengiroAzuma, Gianfranco Ferroni, MersadBerber, Sandro Chia, Peter Halley, Irwin, Zivko Ira Marušič, Vettor Pisani, Ercole Pignatelli, Giancarlo Vitali, David Tremlett, Albert Merz.

L’attività culturale della Stamperia d’arte Albicocco vede nel 2013 il riconoscimento della Regione Friuli Venezia Giulia che patrocina a Villa Manin un omaggio al laboratorio udinese: nell’esedra di Levante oltre 200 incisioni di 60 artisti testimoniano la portata dell’impegno artistico della stamperia, lavoro documentato e scientificamente sostenuto dall’ampio catalogo pubblicato per l’occasione. Nel 2014 il Comune di Maniago produce un’antologica sull’attività della stamperia; nell’estate 2015 sarà invece il Comune di Urbino a voler dedicare gli spazi della DATA per un’altra mostra antologica. Nel novembre 2015 è la volta del Comune di Pordenone con la mostra Impressione Astratta, dedicata alla Stamperia d’arte Albicocco; questa importante esposizione, in corso presso gli spazi della Galleria d’arte Moderna e Contemporanea Armando Pizzinato, ha come protagonista l’arte astratta nella grafica. L’anno successivo, sempre nella Galleria pordenonese Armando Pizzinato, viene presentata la mostra Filando i remidedicata ai libri d’artista realizzati ed editi dalla Stamperia d’arte Albicocco in collaborazione con le Industrie Electrolux Zanussi. Nel 2016 la Stamperia ha terminato un importante lavoro con il maestro dell’Arte Povera Jannis Kounellis, che consta in dodici incisioni al carborundum, presentate nel dicembre 2017 all’Istituto Centrale per la Grafica di Roma in collaborazione con Bruno Corà e l’Archivio Kounellis.